L'orientale Sarda, Strada Statale 125, ci conduce nel territorio del Sarrabus. Suggestiva ed interessante per la sua andatura curvilinea, in mezzo alle rocce, e ai profumi della macchia mediterranea la strada promette, già dall'inizio, un luogo incantato e di grande fascino. Lungo il rio Picocca, scavato dal lavorio dell'acqua nel corso dei secoli, le rocce bianche e di porfido rosa invitano il turista ad addentrarsi sempre più nella natura selvaggia ed incontaminata. Quasi a porta di accesso del Sarrabus, lungo la strada si trova un arco naturale, detto "Dell'Angelo" che, secondo la leggenda, fu voluto dal cielo a protezione dei boschi tutt'intorno, i cui unici abitatori furono aquile, falchi, astori, colombacci e gli animali più agili e astuti della foresta. Il territorio, a valle è pianeggiante e i suoi 69 Km di costa, con spiagge di finissima sabbia e un mare i eccezionale trasparenza, costituiscono un'attrattiva internazionale. Il litorale è protetto dal maestrale, il vento di Nord Ovest, per cui, si può godere di un mare tranquillo per buona parte dell'anno.
Il nome trae le sue origini secondo alcuni da "Sarcapos", citato nell'"Itinerarium Antoni" del III sec. a.C. Secondo questo documento, Sarcapos era un'importante insediamento a carattere commerciale, utilizzato dai Fenici nella rotta per l'Etruria ed in seguito divenuto Romano. Nel medioevo il Sarrabus era una Curatoria del "Giudicato di Cagliari" e, dopo il 1326, con la conquista aragonese dell'isola fu concessa in feudo ai Carroz; Berengario Carroz infatti, ebbe in feudo i villaggi di Muravera, Villanova Castiadas e, in seguito, Villaputzu. Suo figlio, Berengario II, formò un vero e proprio stato feudale, comprendente anche il CASTELLO DI QUIRRA che, dalle porte di Cagliari, si estendeva fino agli estremi confini dell'Ogliastra. L'insediamento definitivo dei contadini nella terra del Sarrabus risale soltanto alla fine del XIX sec. E' nel 1865 che il territorio, semideserto, fu diviso in demani comunali. I comuni ne diedero, per pochi soldi, delle parti in affitto a dei pastori che avevano l'abitudine di svernare nel Sarrabus. Poterono restare quindi nella muratura e vi trasferirono tutta la famiglia; nacquero così le "case disperse" chiamate anche "baccilli" attorno alle quali vennero piantati mandorli che crescevano rigogliosi al riparo del Maestrale. Il paesaggio offre scenari suggestivi. Fiore all'occhiello del territorio del Sarrabus è il PARCO DEI 7 FRATELLI, ricco di boschi naturali di lecceti e sughereti, animato da Cervi sardi, Mufloni e cinghiali. Vi si riproducono attualmente 115 specie di vertebrati, tra anfibi, rettili, uccelli e mammiferi; praticamente più della metà di tutte le specie di vertebrati riproducentesi nella Sardegna. Tra i grandi rapaci che fino a pochi decenni caratterizzavano fortemente il sistema montano è rimasta solo L'aquila Reale, che registra su questi monti, un'alta densità di nidificazione.
Il territorio, non ben definito sotto il profilo geografico, consta di una parte montuosa (geologicamente tra le più antiche d'Italia) e di una parte collinare e pianeggiante. Quest'ultima comprende i territori dei comuni di : Muravera, S. Vito, Villaputzu e Castiadas. Il paesaggio, chiuso tra le montagne, ma aperto verso l Mar Tirreno è uno dei più suggestivi della Sardegna. Vi si arriva da Cagliari, percorrendo la litoranea Villasimius-Castiadas o la strada Statale 125 che corre tra le montagne di roccia granitica in un suggestivo scenario fiabesco. Per chi viene dal continente è consigliabile il tratto Arbatax-Muravera.
La zona, oltre che vocazione turistica può vantare anche una ricca agricoltura, basata sulla coltura degli AGRUMI, esportati anche nei mercati europei, i cui fiori, a primavera emanano un profumo che, mescolandosi con quello dell'erica e degli oleandri che crescono lungo le sponde dei numerosi corsi d'acqua, inondano l'aria.
La pesca, con le Ostriche, le Aragoste, I mitili, Dentici, Orate, Spigole, Muggini e con la produzione di Bottarga freschissima, integra la gastronomia tradizionale agro-pastorale che fa uso di capretti, maialini tenerissimi, agnelli destinati alla lenta cottura allo spiedo in aggiunta ad erbe aromatiche come il Mirto ed altre essenze aromatiche.
Il Sarrabus è anche la patria delle LAUNEDDAS, antico strumento musicale fatto di canne.