Siti Archeologici

In questa pagina pubblichiamo informazioni dettagliate sui siti archeologici di questa magnifica area della Sardegna sud-orientale.

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Torre dei 10 Cavalli
Parte di una struttura difensiva (risalente forse al XVI sec.) così chiamata perché sotto l'edificio era situata una stanza dove alloggiavano 10 cavalieri con i cavalli. Lo scopo  era quello di difendere la spiaggia perlustrando il tratto di casta e di avvistare gli invasori Saraceni provenienti dal mare. Fatta costruire, come le altre costiere per difesa degli attacchi dei Saraceni. Non si sa l'anno esatto della sua edificazione, ma gli storici hanno dedotto che risalga al Sec. XVI. Essa rappresentava l'elemento cardine di una complessa struttura difensiva. Vi era infatti, oltre alla torre, una muraglia, fatta costruire in mezzo alle sterpaglie per arrestare chi, schivando la torre volesse prendere un'altro sentiero ed arrivare non visto a Muravera. Sotto l'edificio c'era una porta che si chiudeva nella notte. All'interno soggiornavano 10 cavalieri con 10 cavalli, addetti al perlustramento della costa e all'avvistamento di navi sospette. La struttura in pietrame misto è composta  da due strutture: il basamento, a tronco di piramide, con due archi, uno a tutto sesto, l'altro a sesto acuto e una parte superiore a tronco di cono con copertura a cupola.
Chiesa di San Priamo
Di grande interesse storico è la chiesa antica dedicata ai riti in onore di S. Priamo, collocata a ridosso di una rupe, domina la piana del Rio Picocca. Essa risale al XIII sec.

Il luogo su cui sorge è tradizionalmente noto come dimora dell'eremita Priamo, vissuto nel periodo di Adriano o di Nerone martirizzato durante le persecuzioni. La tipologia della costruzione è semplice (così come molte struttura sarde). Quando nel 1620 vennero ritrovate a Cagliari le ossa del martire, l'edificio venne ampliato con una costruzione che dovette adeguarsi al conformazione della superficie disponibile e quindi sulla salita della collina, nella parte più antica della chiesa si apre una piccola cavità da cui sgorga una piccola sorgente. Si tratta di una Domus de Janas risalente al neolitico recente, cioè un piccolo gruppo di grotte sotterranee utilizzate come tombe collettive. Particolari sono i bacini ceramici che ornavano la facciata dell'edificio, ora rimossi per motivi di sicurezza. Essi sono un elemento decorativo databili intorno alla metà del XIII sec. che si possono ritrovare anche in altri edifici sardi dello stesso periodo (es. Chiesa di San Pietro a Ponte di Quartu S. Elena).
Chiesa di San Nicola di Bari
Si tratta di un edificio eretto nel XV secolo in stile tardo-gotico. Subì nel tempo vari rimaneggiamenti. L'impianto della chiesa è ad unica navata con cappelle laterali. La stessa è ripartita da tre archi ogivali trasversi sui quali s'imposta l'orditura del tetto a due falde, secondo modalità costruttive gotiche.

Tardo gotiche sono inoltre le quattro cappelle coperte con volte nervate a crociera ed i relativi archi d'accesso, come pure la cappella presbiteriale con l'arco trionfale.
L'edificio nasconde nella zona presbiteriale importanti ed integre testimonianze di una precedente fase costruttiva d'epoca aragonese. Il campanile è gotico merlato con i marcapiani e pialstrini in pietra da taglio a vista. Tra gli arredi preziosi: l'altare maggiore di marmo policromo eseguito da G.B. Asqueri (1767), 2 retabili in legno dorato di stile barocco, una croce d'argento cesellato, dono di uno schiavo che riacquistò la libertà dopo essere stato prigioniero dei saraceni e una bella statua di S.Sebastiano in legno policromo scolpita nel 1603 da Scipione Aprile.
Portico Petretto
Piccola costruzione in pietra della fine dell'800, strutturata a forma di arco sostenente un corridoio balconato che serviva a mettere in comunicazione due case vicine ed evitava l'attraversamento della strada durante i forti acquazzoni.











Piscina Rei
Resti di insediamenti romani, risalenti all'età imperiale  Complessi megalitici costituiti da 22 menhirs.
















Cuili Piras
Complessi megalitici costituiti da 53 menhirs.

















Santa Giusta
Sulla strada per VILLASIMIUS, poco fuori da MONTE NAI, troviamo il complesso nuragico di S'OMU E S'ORCU. Si tratta del più grande nuraghe della Sardegna sud-orientale. L'edificio, a due passi dal mare, aveva una funzione militare a difesa del territorio. Esso è costituito da un mastio centrale, di una cortina muraria comprendente cinque torri e di un cortile interno per l'alloggio dei militari.

SANTA GIUSTA
Uno dei primi santi che onorò la Sardegna, fu la grande eroina Santa Giusta; come si evince dall'antico testo:
"Lettore carissimo, prendi e leggi, ti dirò anch'io, come quella voce del Cielo a S. Agostino, e impara, dalla gloriosa Santa Giusta, a preservarti dalla seduzione, ah! troppo forte e dilatata ai nostri tempi! tu ben lo puoi avvertire, ad ogni tratto si scredita il vero spirito cristiano...".
Nel villaggio di Chiaramonti che nel secolo XI era l'illustre città di Castro, ci sono due chiese dedicate al culto di Santa Giusta, una ad oriente l'altra ad occidente, poichè vi concorrono ogni anno numerosi pellegrini da tutte le parti d'Anglona per sciogliere le loro promesse. Vi si ottengono molte grazie, e ne sono luminosa prova i moltissimi e svariati voti appesi alle pareti.

La Fonte miracolosa
Sotto il presbiterio della chiesa di Santa Giusta, esiste una sorgente di acqua cristallina prodigiosa, che ha l'ingresso a forma di finestrella nei gradini del medesimo presbiterio. L'acqua che ne scorre sotto il pavimento, senza nuocere alla chiesa ha sfogo sotto la porta principale, e formava un rigoglioso ruscello che attualmente affluisce ad una fonte.
Tale acqua si avvale di proprietà chimico-fisiche di un certo rilievo che si rivelano utili nella cura delle malattie, l'acqua della sorgente ha un aspetto oleoso, misteriosamente terapeutico che per certi aspetti ancora oggi non trovano riscontro. Il mistero si estende quando ad un certo punto si decide di chiudere al pubblico la miracolosa fonte. Anticamente la fonte alimentava tre mulini idraulici. Il sito è incantevole, e tutte le scampagnate dei paesi vicini si fanno vicino a questa chiesa.

Il Fico del Moro
Nei pressi della chiesa di Santa Giusta si trova un antico albero di fico che la leggenda vuole che un abitante del luogo definito "santagiustese" dagli antichi testi, pieno di coraggio, giunto ad afferrare un moro lo legò ben bene alla coda del suo brioso cavallo, lo trascinò in tutta la regione Cirras e il luogo dove spirò, ai piedi di un fico selvatico, si dice ancor oggi "sa figu e su moro".

La Reliquia di Santa Giusta
Esiste ancora oggi una sacra reliqua di Santa Giusta, dichiarata insigne dall'Arcivescovo perchè un pezzo d'osso del braccio lungo circa 15 centimetri.
Inoltre si trova ancora la bellissima statua originale alta un metro e venti centimetri, rinnovata dai fratelli Clemente di Sassari a spesa del prof. Falchi nel 1896 è coronata con diadema ducale d'argento, ed ha in mano una stupenda palma, pure d'argento..
L'altare è di marmo realizzato dallo scultore cav. Sartorio nel 1895.
Castello di Quirra
Nelle immediate vicinanze della chiesa di S. Nicola, impiantato su di una cresta rocciosa (in posizione estremamente favorevole per la difesa in caso di assalto o assedio e per il controllo del vasto territorio circostante), fu edificato dai giudici di Cagliari tra il XII e il XIII Sec. Posseduto dai Pisani e successivamente dagli Aragonesi, fu assediato ripetutamente dai Doria e dagli Arborea.

Il castello fu per lungo tempo residenza dei Conti Carroz, signori del grande feudo. Della costruzione originale oggi rimangono alcuni brandelli del sistema murario perimetrale, il cui sviluppo planimetrico, adeguandosi alla morfologia della struttura rocciosa, presentava una configurazione sub-esagonale con ingresso ubicato nel lato Est dell'impianto. Era dotato di torri, di cortile interno e ambienti vari(abitazione del castellano, stalle, cappella, armeria).
Torre di Murtas
A poca distanza dal Castello di Quirra sorge  di forma tronco conica. Edificata nel XVII secolo, faceva parte del sistema difensivo costiero nel quale erano comprese a Sud le altre torri di S. LORENZO e TORRE MOTTA. Sulla sommità sono visibili le merlature e la postazione per il pezzo di artiglieria, usato contro le navi degli invasori provenienti dal settore N.E.. Suggestivo il paesaggio che si domina dalla torre.





Torre di Cala Pira
Una delle più suggestive tra le numerose insenature che si susseguono in questo tratto di mare che ospita, di fronte all'ISOLA DI SERPENTARA, l'omonima torre costiera, d'epoca spagnola (XVI secolo) innalzata a difesa e controllo del territorio e in ottimo stato di conservazione.










Torre Salinas
Alta torre posta a protezione della spiaggia - Mt. 48 Slm. Costruita per la difesa del territorio con una struttura a base quadrata, è stata recentemente ristrutturata e riportata alla sua forma di origine.












Nuraghe Scalas
Con i suoi 42 Menhirs, di cui 2 di forma antropomorfa, disposti in aggregati di 3-4-5, è il complesso megalitico meglio conservato in tutta la Sardegna.














Nuraghe S'Acqua Secci
Esso è costituito da un mastio centrale con scala d'accesso e 2 torri laterali comprese entro una cortina muraria. Per la posizione strategica e la sua mole, il nuraghe rappresentava una fortezza assai difficile da espugnare. E' composto da una scala d'accesso e 2 torri laterali comprese in una cortina muraria. Si erge in cima ad una collina in località S'Enni.
















Estate Muraverese